Il disagio dei dentisti: il presidente CAO Nicolin scrive al Governatore Zaia

Egregio Governatore Zaia,
è con profonda incredulità e delusione che mi trovo costretto a scriverLe in qualità di Presidente Albo Odontoiatri della Provincia di Venezia.
Lo faccio per portare alla Sua attenzione la situazione in cui la calamità naturale (che troppo semplicemente viene chiamata “emergenza epidemiologica”) del Covid-19 ci ha gettati.

Innanzitutto mi preme sottolineare che l’intento di questa mia è solo di illustrarLe la situazione di disagio che stiamo vivendo come categoria e di offrire collaborazione.

Il Governo ha visto bene di non includere la categoria degli Odontoiatri tra quelle che dovevano chiudere la loro attività al fine di tutelare la salute pubblica, mentre a livello mondiale - vedi articolo del The NY Times del 15 marzo 2020 The Workers Who Face the Greatest Coronavirus Risk - viene considerata, per ovvie ed indiscutibili ragioni, una tra le più esposte a rischio contagio per questa e tutte le altre malattie a trasmissione per via aerea e per contatto con i liquidi biologici.

In scienza e coscienza abbiamo nonostante ciò suggerito ai nostri iscritti di sospendere tutte le prestazioni che siano differibili e non abbiano carattere di urgenza, ma di provvedere ad effettuare le cure d’urgenza, dotati di tutti i presidi medici atti a tutelare la nostra e altrui sicurezza. Purtroppo abbiamo constatato che questi presidi tutelativi mancano persino nelle e per le strutture pubbliche e risulta impossibile oggi dotarcene. Innanzitutto sono state già tutte precettate (giustamente) e dirottate verso i centri che hanno a che fare con i contagiati, ma ancora oggi leggo che tali dotazioni non saranno erogate anche agli odontoiatri, senza neppure indicarci dove eventualmente acquistarle.

Leggo altresì che non rientriamo nelle categorie a cui verrà effettuato il tampone, che invece per il nostro diretto contatto con i pazienti, permetterebbe di monitorare eventuali casi di positività (e mi permetto andrebbero estesi ai nostri collaboratori e familiari), così come previsto per tutti i medici ed infermieri che lavorino a stretto contatto con pazienti potenzialmente infetti.

Nonostante questa grave “dimenticanza” tutta la classe odontoiatrica ha deciso molto responsabilmente, per la tutela della salute di pazienti, dipendenti ed operatori sanitari medesimi, di chiudere gli studi, ma di garantire comunque le prestazioni che avessero carattere di urgenza e indifferibilità, mettendoci in prima linea senza le dotazioni indispensabili, ma con quelle a nostra disposizione, presenti nei nostri magazzini per la nostra routine quotidiana. Per tutto ringraziamento, considerando che comunque abbiamo offerto al Paese e al Servizio Sanitario Nazionale uno sgravio in termini di affluenza alle strutture pubbliche di riferimento, non è stato fatto nulla per venire incontro al nocumento che ci è direttamente derivato in termini pratici.

È con grande rammarico che, ove non sostenuti dal Servizio Sanitario della nostra Regione, ci troveremo costretti a sospendere completamente l’erogazione anche delle prestazioni aventi carattere di urgenza, con la conseguenza che tutti i pazienti si rivolgeranno alle Strutture Sanitarie Pubbliche di riferimento, con tutte le ovvie conseguenze che tutti noi vogliamo evitare.

Nella speranza Lei voglia coinvolgerci ribadisco la totale disponibilità degli odontoiatri veneziani a collaborare in questo difficile momento.

Cordialmente
Giuliano Nicolin, Presidente Albo Odontoiatri OMCeO Provincia di Venezia

La lettera è stata inviata lunedì 23 marzo 2020 al Governatore Luca Zaia e all'assessore alla Sanità Manuela Lanzarin. Per ora non ha ottenuto risposta.

Segreteria OMCeO Ve
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