A due giovani specialisti il premio Saraval, in onore di un grande medico dentista

Venezia, per lunghissimo tempo capitale di un grande Stato, riferimento universale per numerosi temi storici, culturali e politici, è stata anche il luogo in cui si è sviluppato un grande ospedale, nobilitato dalla presenza di grandi Medici.
Tra essi, nella storia recente, di particolare interesse si è rivelata la vicenda umana e professionale del professor Umberto Saraval, il cui approfondimento ha permesso di evidenziare come, grazie a lui e ai colleghi che usava coordinare, l’Ospedale Civile di Venezia abbia rivestito un ruolo particolarmente importante, a cavallo dell’ultima guerra mondiale, nel promuovere l’innovazione in tema di odontostomatologia.
Per onorare i meriti di questo grande professionista della salute, è stata organizzata la prima edizione del Premio Umberto Saraval, che sarà consegnato a due giovani specialisti venerdì 24 settembre, a partire dalle ore 15, al Museo di Storia della Medicina della Scuola Grande di San Marco, in campo Santi Giovanni e Paolo a Venezia.
L'iniziativa, sostenuta dalla famiglia Saraval e dall'Ulss 3 Serenissima  con il patrocinio del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Padova, del Dipartimento di Scienze Chirurgiche Odontostomatologiche e Materno Infantile dell’Università di Verona, della sezione Veneto dell’Associazione Nazionale Dentisti Italiani (ANDI) e della Società Italiana Storia Odontostomatologia – sarà introdotta da una lezione storica di Andrea Cozza e Alessandro Porro.

Nato a Trieste nel 1893, ma veneziano d’adozione e per amore consolidato, il professor Saraval non fu solamente un grande medico dentista, dirigente dal 1929 dell’ambulatorio stomatologico del nosocomio lagunare e due anni dopo primario odontoiatra. Fu anche il direttore della Rivista Italiana di Stomatologia, dove pubblicò le prime tecniche ripetibili di impianto dentale, e l’ispiratore e il coordinatore del primo studio multi-centrico mondiale su questo tema, nonché organizzatore di convegni dall’altissimo valore divulgativo. Incarnò, insomma, nel modo più eccelso la missione del medico: conoscere, curare, condividere.
Di famiglia e religione ebraica, il dottor Saraval subì l’onta delle disposizioni razziste. «Nel 1943 – ha raccontato il figlio Enrico nell’aprile 2018 alla cerimonia di inaugurazione al Museo di Storia della Medicina della nuova sezione dedicata all’odontoiatria e all’implantologia orale, intitolata proprio al padre – fu costretto a nascondersi per non rischiare la deportazione e per non abbandonare la famiglia: si fece ricavare nel muro di casa un locale di tre metri per due e lì dentro passò quasi 2 anni. In questa terribile situazione ebbe la forza di scrivere il manuale di stomatologia».
Obbligato a lasciare il suo lavoro in ospedale, il professor Saraval venne reintegrato solo nel 1945 e vi restò fino alla sua morte, avvenuta nel 1957.

Il debito di riconoscenza che i colleghi sentono nei suoi confronti ha fatto sì che si mettessero in moto negli anni tantissime iniziative a lui ispirate, sostenute in primis dalla sua famiglia, ma anche dall’azienda sanitaria veneziana, dalla Scuola Grande di San Marco, dall’Ordine professionale provinciale, da associazioni culturali italiane e straniere, dalla sezione veneziana e da quella veneta dell’ANDI.
Una targa in suo onore, ad esempio, è stata riaffissa all’ingresso dell’Ospedale Civile nel 2015, dopo una celebrazione partecipata dai medici del territorio e da ospiti illustri.
È stata, inoltre, inaugurata nel 2018 la sezione “Saraval” del Museo di Storia della Medicina, dedicata all’odontostomatologia e all’implantologia orale, dopo una raccolta di pezzi pregiati, che ha visto coinvolte associazioni nazionali ed internazionali, con donazioni permanenti di alto valore.
«La figura di Umberto Saraval – ha sottolineato in quell’occasione il presidente della CAO veneziana Giuliano Nicolin – ispira alla riscoperta di alcuni valori. L’orgoglio di appartenere a un unico gruppo, la voglia di condividere un’intuizione, di ricevere, in caso, anche una critica, di avviare un confronto. Un orgoglio che forse oggi abbiamo perso. Come medici e odontoiatri facciamo una professione da privilegiati, con tutto il peso anche che comporta, perché possiamo curare i nostri pazienti. Ma dobbiamo farlo con passione, la stessa che ci hanno dimostrato e insegnato i colleghi che ci hanno preceduto. Riscopriamo, come medici e odontoiatri, l’orgoglio di fare questa professione».
Un libro sui medici della famiglia Saraval, infine, è stato pubblicato nel 2020, grazie all’impegno degli esperti del Museo di Storia della Medicina della Scuola Grande di San Marco, che hanno raccolto numerosi documenti inerenti la vita dei medici della famiglia e i loro meriti scientifici ed umani, che l’oppressione del regime fascista e la successiva occupazione straniera non riuscirono a soffocare.

Trova, dunque, qui, proprio nelle acque della laguna, le sue naturali radici il premio intitolato al professor Saraval. I destinatari saranno due giovani colleghi che hanno prodotto una tesi di specialità in odontostomatologia o chirurgia maxillo-facciale, nel corso del primo anno dopo la specializzazione. Un comitato scientifico universitario è incaricato di valutarle e di assegnare il premio alle due analisi più meritevoli.
Un premio di peso che carica i due giovani specialisti di grande responsabilità visto l’alto profilo umano, il rigore morale, la sobrietà, la disponibilità che erano virtù riconoscibili di un medico dentista grande protagonista della medicina veneziana del Novecento.

Luca Dal Carlo, segretario della CAO veneziana e di ANDI Veneto
Chiara Semenzato, giornalista OMCeO Venezia

Per info e contatti: www.scuolagrandesanmarco.it e scuolagrandesanmarco@aulss3.veneto.it

Segreteria OMCeO Ve
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