Salute, verità e bugie nell'epoca di internet. #VIS2017 su "Quotidiano Sanità"

Anche a livello nazionale scatta l'attenzione per l'edizione 2017 di Venezia in Salute, la manifestazione in programma il 23 e il 24 settembre, organizzata dall'OMCeO veneziano e dalla Fondazione Ars Medica in strettissima sinergia con il Comune di Venezia e con il patrocinio, tra gli altri, di FNOMCeO, Enpam e delle aziende sanitarie locali, Ulss 3 Serenissima e Ulss 4 Veneto Orientale.

Ieri, mercoledì 6 settembre, la rivista on line Quotidiano Sanità ha pubblicato una lettera di Ornella Mancin, presidente della Fondazione e consigliera OMCeO, che annuncia la manifestazione e ne illustra il tema: Salute, bugie e verità. La riportiamo integralmente qui sotto. «In una società multimediale - scrive - che fa dell’informazione la sua pietra miliare, c’è una pericolosa assenza di conoscenza del metodo scientifico che sta producendo una quantità inverosimile di bufale e fake–news. Non sembra essere chiaro ai più che non è scontato che il web fornisca la verità e la conoscenza». Da qui, dalla necessità di fare chiarezza nell'opinione pubblica, la due giorni mestrina e veneziana. 

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Per iscriverti al convegno scientifico di sabato 23 settembre al Padiglione Rama clicca qui

In allegato i programmi dettagliati delle iniziative

06 SET - Gentile direttore,
in una società multimediale che fa dell’informazione la sua pietra miliare, c’è una pericolosa assenza di conoscenza del metodo scientifico che sta producendo una quantità inverosimile di bufale e fake–news. L’enorme accesso alla “conoscenza” offerto dal web se da una parte ha dato a tutti la possibilità di fruire dei contenuti tradizionali, dall’altro ha permesso la costruzione di percorsi autonomi di accesso alle informazioni svincolati dalla logica del passato che implicava una comunicazione verticale unidirezionale di messaggi (dall’alto verso il basso) dalle fonti ufficiali.

Prima dell’avvento dell’informatizzazione il cittadino medio, fruitore delle conoscenze, si informava leggendo libri e giornali o ascoltando la radio e la Tv, che pur potendo fornire notizie talvolta “deformate” avevano una pur certa attendibilità. Oggi chiunque abbia accesso al web, oltre che fruitore, è divenuto a sua volta “produttore “di informazioni che circolano sui media senza alcuna possibilità di verifica. Questo flusso di informazioni, tale da non poter essere passato al vaglio, finisce per confondersi e confonderci.

Nei social, nei blog, in internet qualsiasi dilettante decide sull’attendibilità della notizia e la sua diffusione ne conferisce veridicità. Lo ha espresso bene Umberto Eco nel corso di una lectio magistralis nel 2015 nella sua ormai famosa affermazione “I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel".

Non sembra essere chiaro ai più che non è scontato che il web fornisca la verità e la conoscenza. È pertanto necessario recuperare il significato della differenza tra scienza e opinione, tra metodo scientifico e “sentito dire”.
In natura i fenomeni hanno bisogno di una teoria che li spieghi e le teorie hanno bisogno di esperimenti che le verifichino. Tutto ciò che è verificabile viene annoverato nell’ambito della scienza, il resto nell’ambito delle opinioni o delle possibilità.

Il metodo scientifico, che così come è inteso in epoca moderna ha avuto le sue origini con Galileo Galilei, è alla base di tutte le scienze ed è la modalità tipica con cui la scienza procede per raggiungere la conoscenza della realtà oggettiva, affidabile, verificabile e condivisibile. Esso consiste nell’osservare un fenomeno, fare delle ipotesi, formulare una teoria, quindi fare degli sperimenti per verificare la teoria. Dall’analisi dei risultati è possibile arrivare a delle conclusioni sulla veridicità o meno della teoria formulata.
La medicina deve il suo sviluppo nella cura delle malattie all’applicazione rigorosa del metodo scientifico che ha permesso di scoprire farmaci essenziali (gli antibiotici per esempio) e innovativi (basti pensare ai farmaci per la cura dell’epatite C), vaccini per la prevenzione di malattie potenzialmente mortali, test diagnostici e di screening impensabili in passato; inoltre con l’applicazione delle scoperte scientifiche è stato possibile arrivare a tecnologie super innovative che ci stanno garantendo una vita sempre più lunga.

Tutto questo non sarebbe stato possibile senza una comunità scientifica capace di confrontarsi, sperimentare, mettere in dubbio, riformulare ipotesi e teorie e crescere sulla base di dati condivisi, verificabili e riproducibili. Conoscere come “funziona” una ricerca scientifica, cos’è il metodo scientifico, perché serve attingere a dati bibliografici è indispensabile per verificare le notizie che leggiamo.

Risulta quanto mai necessario che chi opera nel campo educativo e sociale si senta impegnato in questo ruolo di diffusione delle regole che stanno alla base della verifica delle fonti e della scientificità delle medesime. I medici non sono esonerati da questo compito, specie in questi tempi di pazienti “esigenti”; pazienti che spesso arrivano alla visita medica con un bagaglio di “conoscenze” ricavate dalla rete, a cui bisogna saper rispondere con terminologia chiara e con competenza e autorevolezza.

L’OMCeO Veneziano, tramite la Fondazione Ars Medica e in collaborazione con il Comune di Venezia, offre il proprio contributo scientifico e divulgativo con una due giorni dal Titolo “Salute, verità e bugie” che si svolgerà a Mestre (VE) il 23 e 24 settembre con il patrocinio della FNOMCeO e la partecipazione di Piazza della Salute, iniziativa dell’Enpam. Il programma prevede un Convegno scientifico aperto a tutti e una giornata di dibattiti e incontri in Piazza per favorire l’incontro tra comunità scientifica e cittadini in un confronto che si spera possa favorire la conoscenza degli aspetti basilari della ricerca scientifica e della necessità di verificare sempre le fonti.

Siamo convinti che la strada per combattere le fake news sia quella dell’ascolto e della comunicazione che ci deve vedere coinvolti in prima persona, ogni giorno nel nostro studio nel rapporto individuale con il paziente, ma anche in un ruolo sociale di diffusione di “verità scientifiche” che trovano fondamento nella ricerca rigorosa e nel confronto con la comunità scientifica.

Ornella Mancin, Presidente Fondazione Ars Medica

Allegati: 
Segreteria OMCeO Ve
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