Convegno annuale: medicina e filosofia si intrecciano nel Teatro Forum

Mettere in scena i problemi che toccano i medici nella loro quotidianità per stimolare la riflessione e far scaturire un dibattito. Ci sarà anche uno strumento nuovo e forse poco conosciuto – quello del Teatro Forum – ad arricchire la giornata di studi promossa dall'Ordine veneziano dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, in programma il prossimo 19 settembre alla Scuola Grande di San Marco, nella città lagunare. Nella sessione pomeridiana uno strumento in più, insieme al mattutino confronto con professionisti di altre discipline, per trovare nuovi percorsi e nuove soluzioni sul tema del convegno: Il potere sulla vita: etica o economia della cura? Due esperti di Teatro Forum sono la dottoressa Laura Candiotto e il dottor Emilio Ciapponi, entrambi filosofi ed esponenti di Libera Associazione di Idee, nonché la Candiotto anche una delle curatrici scientifiche del Convegno per l'Università Ca' Foscari di Venezia. Candiotto e Ciapponi hanno elaborato la proposta assieme al dottor Marco Ballico, responsabile per Ars Medica dell'iniziativa, e a tutti gli altri medici e volontari coinvolti.

Il convegno dell'Ordine si chiuderà con il Teatro forum. Di cosa si tratta?

Il Teatro Forum è una buona opportunità da diversi punti di vista: permette di ricercare alternative a situazioni di difficoltà in un contesto teatrale che cerca di rispecchiare nel miglior modo la realtà anche nei suoi aspetti critici e, a volte, oppressivi.

Come è nata questa idea?

L'idea è nata grazie ai due anni di collaborazione tra l'Ordine dei Medici di Venezia e la Libera Associazione di Idee attraverso una serie di incontri denominati Mercoledì Filosofici. Durante questi incontri sono state discusse diverse problematiche che toccano la quotidianità della professione medica. In particolare, in un momento di valutazione di questa esperienza con la dottoressa Ornella Mancin (l'altra curatrice scientifica del convegno, ndr.), è sorta l'idea di mettere in scena le difficoltà emerse dai medici partecipanti che ci sembravano rispecchiare un'esperienza comune a molti professionisti. Discutendone anche con l'allora presidente, il dottor Maurizio Scassola, si è pensato a un modo che potesse permettere un processo di elaborazione individuale e collettiva di interpretazione di questi fenomeni in vista di un possibile miglioramento. Come Associazione abbiamo, quindi, proposto il Teatro Forum, che noi pratichiamo da una decina di anni, mossi dalla convinzione che sia uno dei migliori strumenti per raggiungere obiettivi di questo tipo.

Come si sviluppa questo tipo di performance? Chi ci sarà in scena?

La performance si svilupperà in una prima rappresentazione scenica, composta da due parti, aventi per tema alcune problematiche emergenti della professione medica nella medicina di territorio e in quella ospedaliera. A seguire la figura del “giolli”, Roberto Mazzini, discuterà con il pubblico quanto proposto, promuovendo una ricerca condivisa che potrà anche trasformare quanto rappresentato. Tale elemento trasformativo è il tratto caratterizzante del Teatro Forum che ha come finalità l'“estrapolazione” nella vita reale. Ma qui non vogliamo anticipare troppo per permettere al pubblico presente il 19 settembre di gustare al meglio la proposta.

In scena ci saranno, oltre a noi, una decina di attori non professionisti, in parte medici (Marco Ballico, Marco Codato, Maria Domenica Pedone, Antonella Romeo) e in parte soci della Libera Associazione di Idee (Melania Cassan, Chiara Fornasiero, Leonardo Marcato, Bruna Marchetti, Tiziana Mattiazzi, Mattia Pontarollo, Laura Giacchetto) e un musicista (Francesco Zennaro). Chiuderà i lavori il Presidente dell'Ordine, il dottor Giovanni Leoni.

Cura a ostacoli il titolo, quali saranno le linee guida del dibattito?

Possiamo dire solo che il titolo è nato dopo un lavoro di improvvisazione teatrale dove emergeva in maniera visiva, attraverso un'immagine realizzata dai corpi degli attori. L'immagine evidenziava quanto faticoso possa essere curare oggi, specialmente in quei frangenti dove sembrano esserci molteplici ostacoli che rendono meno fluido il processo di cura.

Come è nata e come si è sviluppata la collaborazione con l'Ordine dei Medici?

Nel 2013 è stata siglata una convenzione di collaborazione scientifica tra il Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali dell'Università Ca' Foscari di Venezia e l'Ordine dei Medici della provincia di Venezia, dove la Libera Associazione di Idee, di cui noi facciamo parte, veniva riconosciuta come l'organizzazione idonea per realizzare alcune delle azioni “pratiche” prefigurate dalla convenzione. La pratica filosofica, che è l'obiettivo principale perseguito dall'Associazione, viene riconosciuta in questa convenzione come la dimensione all'interno della quale perseguire alcuni degli dei risultati attesi.

Cosa unisce le due discipline?

È stata un'attrazione reciproca tra praticanti filosofi e medici: la vocazione nei confronti della cura è il tratto comune tra le due discipline. Il motto che ci ha accompagnato in questi anni è stato “prendersi cura di chi cura”: i medici hanno cercato nella filosofia di tutti i tempi una compagna per la vita di tutti i giorni, i filosofi hanno cercato nella disciplina medica quel contesto privilegiato dove rendere reale quell'ideale che ogni giorno ricercano.

Come la filosofia può entrare in contatto con la medicina?

La portata esistenziale della filosofia è un tratto caratterizzante della filosofia del Novecento. Già nell'antichità, però, medici e filosofi erano accomunati, basti pensare a Socrate e a Platone, dal desiderio di cura del corpo e dell'anima. Curare l'umano è anche curare la società: la “buona politica” – se ancora oggi possiamo usare questa espressione – ci sembra quindi essere, anche se questo può non apparire immediatamente, un tratto essenziale della comunanza tra medicina e filosofia. Prendersi cura della sanità è quindi l'eutopia che cerchiamo assieme di perseguire anche grazie al Teatro Forum.

Le affinità elettive tra i direttivi di Ordine dei Medici, Università Ca' Foscari e Ulss 12 Veneziana hanno reso possibile in questi ultimi anni eventi di sintesi di aspetti scientifici, economici e umanistici con tema di fondo la Sanità e i suoi protagonisti, in una forma quanto mai allargata di pubblico. Questo convegno è solo l'ultimo in ordine di tempo. Da sottolineare la passione e l'impegno, da parte dell'Ulss 12, nel recupero del patrimonio della secolare tradizione storico – medica veneziana, ora fruibile con i più moderni mezzi informatici nelle sale della Scuola Grande di San Marco, nella sede dell'ospedale Santi Giovanni e Paolo di Venezia, visitabile anche on line all'indirizzo: www.scuolagrandesanmarco.it.

Laura Candiotto e Emilio Ciapponi
Chiara Semenzato, Giornalista - Collaboratrice Omceo Venezia

Segreteria OMCeO Ve
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