Consultori: 42 anni di conquiste civili. Chi vuole buttare il bambino e l'acqua sporca?

Sono una ginecologa. Noi, che abbiamo cominciato a lavorare nei consultori familiari dalla fine degli anni ’70, siamo state delle pioniere e dei pionieri. La legge che istituiva i consultori, la 405/75, era frutto dei movimenti per i diritti civili degli anni ’70: il divorzio e il nuovo diritto di famiglia, il passaggio da una sanità per alcuni, basata sulle “mutue”, al Servizio Sanitario Nazionale per tutti/e, universalistico e aderente all’art. 32 della Costituzione e la legge sull’aborto, la famosa 194/78, che lo faceva uscire dalla clandestinità. Scrivendo la legge sui Consultori s’introducevano criteri nuovi interessantissimi, pur se alcuni erano senz’altro ideologici, basati sulla mentalità occidentale di favorire l’autonomia dell’individuo, staccandolo però dal contesto familiare e sociale nel quale invece si trova.

Il Consultorio è stato ed è un servizio, “pensato” non improvvisato e non rispondente a criteri emergenziali. È un servizio basato sul lavoro d’équipe, tra psicologa/o, assistente sociale, ginecologa/o, ostetrica/o, che permette la vera presa in carico “della persona, della coppia e della famiglia”, in una società liquida e sempre più complessa, che ha bisogno di multi-professionalità, per dare delle risposte adeguate. È un servizio che si è continuamente adattato ai cambiamenti della società con proposte alle volte variegate e fantasiose, come nel caso dell’educazione sessuale nelle scuole, fatta in modi diversi a seconda delle classi e degli Istituti, oppure nel caso della preparazione alla nascita, che ha saputo tradurre nella pratica le diverse sensibilità sui “modi del parto”, proprie degli anni ’80 e ’90,e le nuove esigenze portate dalle donne straniere a partire dagli anni 2000. Il tutto è avvenuto ponendosi in un rapporto fecondo, pur se complicato, con l’ospedale.

In questi anni sono state migliaia le persone che hanno attraversato il servizio Consultorio sia per esigenze singole, come la visita ginecologica e il Pap test, la consulenza psicologica e sociale individuale e l’ascolto a scuola, nei punti di ascolto predisposti, sia perché coinvolte in attività di gruppo. Queste ultime sono individuabili come proposte attive del personale consultoriale e tra esse vale la pena di ricordare: le visite domiciliari al nuovo nucleo familiare nel post partum; le consulenze brevi a gruppi di adolescenti e di genitori; la già citata educazione sessuale a scuola, gli incontri pubblici con la popolazione sui temi della prevenzione (sicurezza negli ambienti di lavoro e aborti bianchi, malattie a trasmissione sessuale e AIDS, tabagismo e alcolismo, importanza dell’adesione agli screening contro il cancro del collo dell’utero, del seno e del colon), sulla menopausa e sulla genitorialità.

Sottolineerei tre attività a me particolarmente care:

  • L’impegno dei consultori su tutto il territorio nazionale per far si che l’interruzione volontaria della gravidanza non fosse e non sia più un metodo per il controllo delle nascite, come lo era, invece, prima della 194/78. Frutto di questo impegno è la drastica riduzione del numero degli aborti in Italia in questi 42 anni, come documenta la relazione annuale del Ministero della Salute al Parlamento.

  • Il lavoro continuo dei Consultori giovani, (a Venezia sono iniziati nel 1984), che ha permesso uno spazio di accoglienza e messa a punto evolutivo delle ansie delle giovani generazioni;

  • L’attività sulla prostituzione migrante iniziata nel 1995 e svolta in stretta collaborazione con il Comune di Venezia, che è esperienza unica in Italia per la sua continuità e durata nel tempo. Si cerca di favorire l’uscita dalla tratta e di permettere a tutte le donne che si prostituiscono l’acquisizione di una maggior dignità, a partire dall’incontro attento ed empatico con le operatrici del Consultorio. Oltre all’obiettivo della conservazione della salute, si lavora perchè diventino promotrici di comportamenti autoprotettivi con l’uso sistematico del condom maschile e femminile, anche presso le altre ragazze in strada.

Vorrei concludere con qualche altra riflessione. In Consultorio si è sempre proceduto per prove ed errori, applicando il metodo scientifico, ma le acquisizioni raggiunte non sono state e non sono supportate da una consapevolezza politica del valore di questa esperienza. In quasi mezzo secolo, è il lavoro dei Consultori, come si diceva, che ha consentito il calo costante del numero delle IVG (Interruzioni Volontarie di Gravidanza) e ha favorito la maggior consapevolezza culturale dei diritti delle donne, facilitando nelle giovani coppie processi interessanti e nuovi per vivere la genitorialità in modo creativo e condiviso. E ancora: spesso il Consultorio costituisce uno dei terreni più fecondi per l’integrazione delle e degli stranieri.

Ci si rallegra perché il PIL, sospinto dal turismo, è aumentato in questo periodo estivo dell’1,5%. La gente in Italia si muove con più tranquillità che in altre parti d’Europa, dove i processi di integrazione sono più difficili e il terrorismo trova un humus su cui attecchire. Le e gli stranieri che vivono in Italia appartengono a 191 dei 195 paesi presenti sull’intero pianeta, per cui siamo guardati dall’Unione Europea come un buon laboratorio per i processi di integrazione, su cui si impegnano le Istituzioni, il volontariato, ma certamente anche i consultori, che intervengono in momenti cruciali come la nascita, lo svezzamento, l’inizio della scuola, l’adolescenza, veri momenti di crisi per chiunque e in particolare per le/gli straniere/i. Questo quindi è un altro punto a favore dell’operatività quotidiana dei Consultori, poco rispondente a criteri di “immagine”, ma essenziale per uno sviluppo il più possibile armonioso di una società complessa qual’ è la nostra. Sarebbe dannoso gettare a mare questa esperienza, per problemi di budget o misconoscendone il valore. Si può migliorare il lavoro dei Consultori, ma esso va sostenuto e finanziato, non cancellato: sarebbe davvero sbagliato buttare il bambino e la poca acqua sporca.

Alessandra Cecchetto, ginecologa nei Consultori Familiari di Venezia dal 1978 a oggi e coordinatrice Commissione Pari Opportunità OMCeO Provincia di Venezia

 

 

Segreteria OMCeO Ve
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